“O Chanda, ti ho rivelato tutta la verità. Cosa potrei dirti di più! Nulla c’è al mondo meglio dei mudra, per avere un rapido successo e ottenere la perfezione”
(Gheranda Samhita, III, 95).








La parola sanscrita “mudra” è tradotta come “gesto” o “atteggiamento”. Si tratta infatti di atteggiamenti del corpo che esprimono simbolicamente la psiche: riflettono la mente nel corpo e il corpo nella mente.

. Possiamo quindi mandare un segnale alla mente attraverso un atteggiamento fisico. Atteggiamenti e posizioni adottati durante i mudra creano dunque un collegamento diretto fra corpo fisico, mentale e pranico, stabilendo un equilibrio tra i kosha: il praticante prende così consapevolezza del flusso del prana nel corpo e può dirigere l’energia sottile verso i chakra superiori, arrivando ai più alti stati di coscienza. La pratica dei mudra impedisce inoltre la dissipazione del prana nel mondo esterno, il che induce la mente all’introversione, portando a stati di pratyahara (ritiro dei sensi) e dharana (concentrazione). Per questa prerogativa di ridirigere il prana, costantemente irradiato da nadi e chakra, i mudra sono importanti tecniche per il risveglio di kundalini e sono incorporati nelle pratiche di kriya yoga e kundalini yoga.
Quindi  mudra, nella disciplina yoga, sono uno dei tanti rituali per mettersi in contatto con le energie sottili del cosmo; un gioco silenzioso del corpo per ricaricarsi di prana, l’energia vitale, o per scaricare flussi negativi, nocivi al corpo e alla mente. 


La nostra stessa vita quotidiana è caratterizzata da svariati gesti, la cui origine è praticamente sconosciuta al giorno d’oggi: incrociare le dita per qualcuno, battere le mani per applaudire, offrire una stretta di mano, tenersi per mano o muovere un dito per mostrare la nostra disapprovazione nei confronti di una persona, sono solo alcuni degli esempi possibili.



In India le mudra sono una componente riconosciuta di tutte le attività religiose, e insieme alle posizioni delle braccia, sono particolarmente significative nella raffigurazione degli dei induisti. Le mudra rappresentano anche le caratteristiche peculiari delle varie divinità, (in aggiunta alle posizioni e agli altri attributi del corpo). In questo modo, le persone in preghiera possono facilmente riconoscere in queste posizioni mistiche delle mani, speciali poteri e qualità (molte mudra sono altrettanto familiari nella danza indiana, dove le mani, gli occhi, i movimenti del corpo, esprimono la narrazione senza bisogno di parole. Sono praticate anche nei rituali tantrici e svolgono un ruolo centrale nel buddismo, dove alcune mudra molto frequenti nelle raffigurazioni pittoriche del “Buddha Gautama”, sono strettamente collegate ai suoi insegnamenti e alla sua vita.)

Le Mudra  infatti vengono usate molto nel buddhismo tibetano, anche sotto forma di movimenti, gesti, danze che vanno a completare tecniche, pratiche e meditazioni atte al raggiungimento dell’illuminazione.


Numerosi mundra appaiono spesso anche in moltissime rappresentazioni di origine cattolica.



 Nella pratica Yoga viene definito “Lo Yoga delle Mani”, proprio per l’utilizzo delle nostre mani che, assumendo posizioni precise, attivano in noi risveglio dell’energia. 



Un mudra può coinvolgere l’intero corpo in una combinazione di asana, pranayama, bandha e tecniche di visualizzazione o può essere una semplice posizione delle mani. Questi ultimi sono mudra meditativi, che hanno lo scopo di ridirigere nel corpo il prana emesso attraverso le mani, conducendo il praticante ad un’alto livello di interiorizzazione.




Secondo la cultura orientale, nelle mani e nelle dita sono posti numerosi centri energetici, che grazie alla pratica mudra, possono attivarsi, al fine di regolarizzare le energie che attraversano il corpo. In pratica, è come se le estremità superiori del corpo fossero predisposte per funzionare, all’occorrenza, come tante antenne riceventi e trasmittenti, sintonizzate con il cosmo, che è fonte inesauribile di vita. Un insieme di gesti che correttamente eseguiti produrranno calma, energia, fiducia, salute ed anche protezione dagli effetti indesiderati di ansia e paura.


Origini dei Mudra:



Pare che l’arte della pratica mudra sia nata in Cina più di duemila anni fa, per espandersi successivamente in tutto l’oriente. In India, questo termine risale al periodo post-vedico, durante il quale assume il significato di “sigillo”. I guaritori cinesi credevano che le funzioni vitali dell’organismo fossero mantenute non solo dal cibo, ma anche dall’energia che l’organismo riceve costantemente dal Cosmo. Questa energia circola lungo alcuni canali detti “meridiani energetici”, che sarebbero 12 garantendone la distribuzione a tutti gli organi e ai tessuti del corpo. Se però il flusso di uno o più meridiani viene interrotto, anche il flusso di energia si interrompe, non raggiungendo più la destinazione stabilita e determinando un cattivo funzionamento degli organi interni.

 Abbiamo un vero e pronto intervento emozionale a portata di “mano”, ed è molto interessante e stimolante studiarne il significato.














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Articolo a cura di Misteria


Fonti:
http://www.chandrasurya.net/2015/09/i-mudra-dei-desideri-realizza-i-tuoi-sogni-con-le-tecniche-indiane/
.http://www.fisicaquantistica.it/salute-ed-alimentazione/mudra

http://www.leviedeldharma.it/cosa-sono-i-mudra/