“Io amo”: Anahata è il quarto chakra, il centro dell’amore incondizionato e dell’armonia degli opposti. Il suo funzionamento eccessivo o insufficiente è causa di patologie cardiache e polmonari, asma, pressione alta e insonnia.




I colori associati al quarto chakra, ovvero Anahata,sono il rosa e il verde. Il chakra è situato nella zona dello sterno, davanti, e tra le scapole, dietro.
Gli
 organi corrispondenti sono: il cuore e il sistema circolatorio, i polmoni, il timo, gli arti superiori e le mani. 

Il senso corrispondente è il tatto.

Le sue funzioni principali sono l’amore, la compassione, la pazienza e l’umiltà. La parola chiave associata è IO AMO.
Anahata è in relazione all’elemento aria e racchiude la trasformazione e la guarigione di sé e degli altri. È associato alla nostra capacità di sentire l’amore puro e incondizionato, di entrare in sintonia a livello empatico con tutto ciò che esiste e di coglierne la bellezza e la perfezione, nonché di sapersi prendere cura di se stessi e degli altri.
Anahata ci chiede consapevolezza ed equilibrio nella percezione delle relazioni e nel rapporto con l’ambiente. Scopriamo che alla base dell’amore incondizionato c’è l’accettazione di noi stessi, così come siamo, e degli altri, senza volerli cambiare. Il cambiamento può avvenire soltanto in noi stessi, quando avremo riconosciuto tutti i nostri aspetti, liberato il cuore dalle sue cicatrici, dai traumi affettivi emozionalmente repressi, e intrapreso un percorso di guarigione e di crescita personale.
Attraverso il quarto chakra entrano in collegamento i tre chakra inferiori (legati alla terra) con i tre superiori (legati al cielo), il corpo con la mente, la realizzazione materiale con quella spirituale: Anahata è l’armonia degli opposti, l’asse centrale del Cosmo.

 Trascendiamo l’ego e ci troviamo al centro del sistema dei chakra, il cui compito è integrare il basso e l’alto, il dentro e il fuori, lo spirito e la materia, l’io e il non-io, la mente e il corpo.

Luogo dell’unione, della conciliazione degli opposti, dell’identità più pura e profonda, regno della pace e dell’armonia, dell’Amore nella sua essenza trascendente di principio deificante.


Sintomi e simbologia ed il Timo
La posizione vicino al cuore e la funzione immunitaria sono elementi che significano un ruolo di difesa, la creazione di una barriera che se si rafforza oltre un certo limite può impedire all’amore di entrare nel cuore.
A questo punto l’organismo risponde con un abbassamento delle difese.Priva di difese e completamente vulnerabile, la persona è totalmente esposta .
Il timo si sviluppa in epoca prenatale e mantiene la sua piena funzionalità fino all’adolescenza, la sua presenza è fondamentale perché nell’organismo appaiano gli anticorpi e si distribuiscano nelle ghiandole linfatiche.
Se la capacità immunitaria non si sviluppa, manca la possibilità organica di distinguere l’altro da sé, manca la capacità di distinguere l’aggredito dall’aggressore e quindi il riconoscimento della propria individualità.
Il timo rappresenta quindi il processo di affermazione della propria identità e personalità in armonia ed equilibrio con il mondo circostante, la percezione della propria capacità di esistere nella relazione con l’altro senza paura, senza difese, senza aggressività eccessiva.

Se c’è un funzionamento eccessivo di questo chakra, sul piano fisico si potranno avere senso di costrizione a livello del torace, difficoltà di respirazione, aritmie, tachicardia e palpitazioni, peraltro senza riscontro negli esami clinici. Dal punto di vista psicologico, l’investimento emotivo è talmente esagerato da provocare ansia: il desiderio di dare è intenso, ma non è mai completamente disinteressato. Si tende ad amare gli altri in funzione dei riconoscimenti e della gratitudine che si possono ottenere in cambio, a incolparli delle proprie sofferenze nel momento in cui le proprie aspettative non si realizzano, ad esprimere sentimenti d’odio, rancore e gelosia.

Se invece c’è un funzionamento insufficiente, a livello fisico si evidenzierà un cattivo funzionamento del diaframma, insieme a problemi respiratori e cardiaci, mentre dal punto di vista psicologico si tenderà a essere dispiaciuti per se stessi, paranoici, indecisi, avere paura di lasciarsi andare o di farsi male, ci si sentirà indegni di amore e pieni di dubbi sulle proprie capacità.

Il primo sintomo di una carenza di Anahata è quello di abbattersi senza motivo, il secondo è il rifiuto di farsi toccare, di ricevere manifestazioni d’affetto. Chiuso, all’apparenza freddo, indifferente, ma in fondo estremamente vulnerabile, l’individuo appare sempre sulla difensiva: vorrebbe dare amore, ma il terrore di essere respinto lo blocca, facendolo sentire ancora più inadeguato.
L’aria è il movimento, l’invisibile, e rappresenta l’essenza stessa della vita: si respira bene quando si ha il coraggio di accogliere l’energia e di affrontare il rischio di esplodere, di gridare e di ribellarsi alle limitazioni delle condizioni in cui si vive. Il funzionamento corretto dei polmoni presuppone l’umiltà di offrire se stessi al mondo e la fiducia di lasciar andare, lasciare uscire il respiro senza la paura del vuoto, della morte, della privazione, della solitudine e dell’abbandono.

Le pietre correlate al quarto chakra sono: agata verde e rosa o muschiata, amazzonite, avventurina, calcedonio ramato e rosa, calcite verde e rosa, crisocolla, crisoprasio. E ancora: dioptasio, giada, malachite, moldavite, olivina, quarzo rosa, rodocrosite, rodonite, smeraldo.


Fonti :http://www.reiki.it/it/quarto-chakra
A cura di Misteria