In un’ottica tantrica l’intero universo, la realta’, l’esistenza tutta, non sono altro che un gioco di due principi universali, Shiva e Shakti, le due polarita’ complementari dell’Assoluto.


Shiva e’ il principio eterno e immutabile: il divino trascendente ed immanifesto, identificato come “principio maschile”.
Shakti e’ l’energia manifesta e mutevole, il divino immanente e tangibile, identificato come “principio femminile”.
Non puo’ esistere Shiva senza Shakti, non puo’ esistere Shakti senza Shiva.
Se Shiva e’ lo strumento musicale, Shakti e’ il suono emesso dallo strumento. Se Shiva e’ la fiamma, Shakti e’ il calore emanato dalla fiamma. Se Shiva e’ il seme, Shakti e’ il frutto, e cosi’ via. Shiva e’ dunque primordiale ed eterna coscienza senza forma da cui e’ scaturita Shakti, la potenza, la vibrazione, l’energia.
Tutto cio’ che noi percepiamo e’ energia, la materia in ogni sua forma e’ energia, dunque la materia in ogni sua forma e’ Shakti, compresi il nostro corpo e la nostra mente, compresi il cielo, il mare, i fiori, gli alberi, le piante, i pianeti, le stelle e l’intero universo.
Tutto cio’ che e’ fisico, psichico, emotivo o qualsiasi altra cosa e’ Shakti;
Ella e’ tutte le manifestazioni percepibili, manifestazioni che provengono dal substrato sotterraneo: Shiva.
L’essere umano e’ quindi parte integrante della danza divina di Shiva e Shakti, lo scopo del Tantra e’ di rendere l’uomo realmente consapevole di tale verita’.
Con il Tantra l’individuo può giungere a Shiva mediante Shakti, realizzando che in ultima istanza tra Shiva e Shakti non vi e’ e non vi e’ mai stata differenza alcuna, poiche’ il “materiale” e lo “spirituale”, l’ “umano” ed il “divino”, il “trascendente” e l’”immanente”, formano in realta’ una cosa sola.
Tale condizione di coscienza e’ il fine ultimo di ogni cammino spirituale, e’ la suprema consapevolezza dell’ Assoluto nella sua interezza e nella sua unita’, e’ la condizione di non dualita’ (advaita), il totale annullamento dell’ ego che pone barriere tra “uomo” e “dio”, tra “sacro” e “profano”, tra “bene” e “male”, e’ l’ illuminazione, la liberazione, la realizzazione o come la si preferisce chiamare.
Tale percorso viene anche definito nel percorso di ” INDIVIDUAZIONE” di Jung , riferendosi all’incontro di Animus e Anima.
I grandi maestri tantrici dell’India hanno insegnato nei secoli un infinita serie di tecniche meditative e di yoga energetico volte al raggiungimento di questa condizione di risveglio, ed il corpo umano e’ considerato il miglior veicolo messo a disposizione dalla natura per l’attuazione di tale fine; esso puo’ essere adoperato come valido strumento per l’acquisizione della consapevolezza ultima mediante il risveglio dell’energia Kundalini, la potenza giacente in ogni uomo, raffigurata simbolicamente come un serpente addormentato alla base della colonna vertebrale.



Il concetto di Shakti e Shiva non è affatto  però confinato in India. In ‘Fedro’, di  Platone, egli afferma “Quello che è sulla terra è solo la somiglianza e l’ombra di qualcosa che è in una sfera più alta, una cosa splendente che rimane in una condizione immutabile.” Testimonianze si ritrovano anche nel Simposio di Platone, spesso utilizzato per raccontare e spiegare il mito delle fiamme gemelle. (http://ilpercorsoprofondissimo.blogspot.in/2015/02/fiamme-gemelle-il-mito-di-platone.html)



Gli antichi gnostici erano davvero una setta tantrica europea che ha interpretato il cristianesimo alla luce di una maggiore esperienza. 
Un mistico gnostici  è noto per aver detto, “Gli eoni universali consistono in due rami, senza inizio né fine, che nascono da una radice ……… il potere invisibile e inconoscibile il silenzio. Uno di questi rami si manifesta dall’alto ed è la coscienza universale ordinare tutte le cose ed è indicata maschile. l’altro ramo è femminile ed è il produttore di tutte le cose. “


Gli Gnostici hanno diviso gli uomini in tre gruppi distinti nello stesso modo come fa Tantra. Il gruppo più basso in termini di consapevolezza, sono coloro che adorano il mondo materiale, ‘pashu’ in Tantra. Il secondo gruppo include coloro che adorano una realtà sottostante con la fede cieca priva di esperienza- ‘veer’ in Tantra.

Il terzo gruppo sono quelli che vivono in una maggiore consapevolezza – ‘Divya’ in Tantra. 
Così l’antico sistema di gnosticismo è fondamentalmente tantrico in natura, e molti altri sistemi in tutto il mondo sono molto simili. Energia, compresi materia e della coscienza, funzionino insieme nel cosmo così come in ogni essere umano. Questa combinazione dà luogo al mondo che vediamo intorno a noi, di tempo e di luogo. L’ energia è controllata dalla coscienza e la coscienza non può esprimersi se non attraverso l’energia.

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 Come scrive Sri Adi Shankaracharya nel primo verso della sua ‘Saundarya Lahari’, il sessantacinquesimo Tantra: ‘Come può Shiva funzione senza Shakti?’ Pertanto Tantra dice che per fondersi con la coscienza, si deve prendere l’aiuto di Shakti.





Nella letteratura New Age invece,  questo fenomeno viene descritto con la relazione fra Twin Flames (Fiamme Gemelle)







C’è una suprema esperienza dove Shiva e Shakti non esistono più come entità separate. Alcuni lo chiamano ‘Brahman’, altri si riferiscono ad essa come ‘Non questo, non quello’, che significa che è inesprimibile, mentre altri ancora dicono che è uno senza un secondo. Questo è lo stato di nirvana, samadhi, perfetta unità, moksha o illuminazione. E ‘lo stato in cui Shiva si fonde così strettamente con Shakti che diventano uno. Si abbracciano così strettamente che cessano di essere separati. E questo è il significato dei molti ‘apparentemente’ sculture erotiche che personificano questi due principi – Shiva e Shakti. Essi simboleggiano quello stato rapito in cui separazione non è più. Questo è ‘L’abbraccio divino del Tantra’

Fonte :http://www.yogamag.net/archives/1991/bmar91/twins.shtml
http://tripurayoga.altervista.org/blog/introduzione-al-tantra/?doing_wp_cron=1424177498.3569018840789794921875