Spesso abbiamo dei dolori al corpo che non sappiamo da dove possano provenire, la scusa più comune è l’aver preso un colpo d’aria, ma in realtà si tratta di veri e propri blocchi emotivi ed il dolore è la risposta fisica a questa condizione perché coinvolgono il sistema nervoso autonomo e forniscono una risposta vegetativa a situazioni di disagio  psichico o di stress.








L’ansia, la sofferenza, le emozioni troppo dolorose per poter essere sentite e vissute, trovano una via di scarico immediata nel corpo e imparando a riconoscere questi malesseri psico-fisici è possibile cercare di risolverli e riprendere la strada corretta delle nostre emozioni.





A seconda del punto del corpo che duole, esiste una risposta emotiva curabile individuando la situazione o i sentimenti che ci bloccano a livello emotivo.


Un dolore al collo rispecchia quello che non diciamo, un dolore alle caviglie invece rappresenta la voglia di andare avanti o il desiderio di sfuggire alla realtà, un dolore allo stomaco è il classico sintomo del non “digerire” le situazioni che viviamo e la rabbia.




Se il dolore si manifesta sulla schiena di solito è legato alle preoccupazioni economiche o anche alla sensazione di mancanza di aiuto da parte di qualcuno, se il dolore si diffonde sulla parte alte della schiena e sulle spalle è invece sintomo di un lavoro che per noi è “troppo”, di incarichi onerosi che non ci spettano.


Sulle cosce indica che abbiamo paura di non soddisfare le richieste altrui, aspettative che non siamo in grado di portare a termine; le ginocchia doloranti sono sintomo di orgoglio ferito mentre sulla fronte significa che affrontiamo il mondo nella maniera sbagliata.


Una cefalea può indicare il bisogno di allentare il controllo razionale e smettere di tenere sempre tutto controllo senza cedere e indica il desiderio di lasciare spazio all’intuizione.






Le eruzioni cutanee possono rivelare che non si hanno chiari i propri confini e che per difendersi si cerca di tenere lontani gli altri o al contrario la voglia di tenerli più vicini quando non si ha la possibilità.


Sintomi respiratori come asma, affanno, iperventilazione, respiro corto possono indicare la mancanza della gioia di vivere o la paura di morire.



La stitichezza indica un attaccamento eccessivo ai beni materiali o la paura di esporre il proprio inconscio e le proprie emozioni, mentre la colite opprime chi non riesce a reprimere la propria rabbia e la propria aggressività cosa che poi porta a sensi di colpa che somatizzano a livello intestinale.
Anche le vaginiti e le cistiti possono essere sintomo di un’emotività fallata, ansia e irritabilità da una parte e remissione dall’altra.


E per finire il dolore al petto o al cuore è sintomo di problematiche emotive basilari, relative agli affetti primari.


Sostanzialmente è dimostrato che se la nostra mente sta bene anche il nostro corpo sta bene, cercare di trovare pace, armonia ed equilibrio può essere la strada giusta per guarire dai dolori psico somatici.
Un esempio classico ne è il risentimento, che covato in seno da vita al rancore che provoca seri malesseri profondi e difficili da sradicare, fino a far risultare difficili le relazioni con la persona che ci ha offesi e a sfociare in malattie vere e proprie come febbre o herpes; di questa correlazione tra risentimento e malattie se ne è occupato Carsten Wrosch, dell’Università di Concordia (Canada), il quale ha stabilito che la rabbia porta ad avere problemi di cardiopatie ma non solo, viene coinvolto tutto il metabolismo, il sistema immunitario e le funzioni degli organi e si vanno a instaurare delle malattie fisiche.


Lasciarsi andare alle emozioni è un modo sano per prevenire e curare il nostro corpo, se pensiamo una cosa diciamola, facciamola non somatizziamola per una paura di rifiuto o abbandono, per paura delle critiche o dei giudizi, tutte queste emozioni represse causano stress e squilibri emotivi che ammalano il nostro corpo. Se siamo arrabbiati con qualcuno diciamolo, se amiamo qualcuno facciamolo sapere, se vogliamo stare soli o se invece vogliamo qualcuno accanto facciamoglielo capire.




Non serve a niente tenerci tutto dentro.







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 Articolo a cura  di :
Il Percorso Profondissimo 


Fonte: Eticamente